Una cosa sul Colle e la procura di Palermo

Sull’Occidentale Eugenio Del Vecchio fa un buon sunto di cosa ci sia in ballo nelle intecettazioni che hanno portato ad un atto formale di Giorgio Napolitano nei confronti della procura di Palermo:

 Il principio d’uguaglianza costituzionale impone che vengano trattate in modo uguale situazioni uguali, ma anche che situazioni diverse vengano trattate in modo diverso (cosiddetto ‘principio dell’uguaglianza in senso sostanziale’). Ed è qui, dunque, che può scorgersi netta la ratio del legislatore su un tema tanto delicato: per le funzioni svolte, il presidente della Repubblica non è un cittadino comune e ha, in base alla Costituzione e alle leggi attuative, una tutela rafforzata. Occorrerebbe anche una maggior tutela per il presidente del Consiglio, aggiungiamo noi. Ma questo è un altro discorso. O meglio, un auspicio affinché la classe politica riformi l’impianto istituzionale costruito dai Padri Costituenti nel(l’ormai lontanissimo) 1948. Nel suo editoriale di oggi su Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio si chiede (e si risponde, ndr): “Cos’avrà mai detto Napolitano nelle due telefonate intercettate sull’utenza di Mancino? Impossibile saperlo”. Il punto vero è un altro. Interrogativi ‘travaglieschi’ permettendo.

L’articolo completo è qui.

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