Pdl: Parla un cooptato che non ci sta a farsi formattare

“Sono positive tutte le iniziative che permettono la discussione all’interno del partito”. Così Michelangelo Chinni commenta la nuova stagione movimentista che spinge per il cambiamento del Pdl. 29 anni, alcuni passati tra gli alti e bassi della militanza, da qualche mese Chinni ricopre l’incarico di leader della Giovane Italia di Roma. Anche lui, come tanti altri, un cooptato (nel suo caso alla guida del giovanile degli azzurri nella capitale). E dunque potenziale destinatario di quelli che vorrebbero mandare a casa tre quarti degli attuali quadri dirigenti. Nonostante la giovane età e il tanto tempo dedicato all’attività sul territorio.

“Formattare, per usare un termine che oggi va di moda, è un ottimo auspicio – spiega Chinni – Ma non è praticabile dall’oggi al domani. Non si costruisce una classe dirigente dall’oggi al domani”. Una difesa degli attuali vertici di via dell’Umiltà che cela un’accusa: “In questi anni non si è pensato al ricambio. E dopo il 2008 ci si è concentrati solo sulle sfide di governo, senza costruire il partito nato sul predellino”.

Ma ci sono “i semi da cui ripartire”. Innanzitutto i tanti giovani, che, sia pur in una fase di rompete le righe, “si stanno coinvolgendo nel nostro progetto politico”.
Anche di quelli che sono stati nominati. “La cooptazione è una procedura che non dovrebbe mai essere applicata nei partiti” conviene Chinni. Che ammette di essere lui stesso un cooptato. “Ma un conto è coinvolgere per nomina chi ha lavorato per mesi, se non per anni, alla costruzione del Pdl tra la gente, sul territorio. Un altro è dare un contentino al codazzo del potente di turno”.

Una modalità, quest’ultima, finora apparsa come quella prevalente fra gli azzurri. “Ma è un andazzo che si cambia cambiando la struttura del partito – rilancia Chinni – Aprendo alla società civile e ai giovani”. Senza trascurare la rete “da non considerarsi però come la soluzione a tutti i problemi, perché la politica, quella vera, non può passare solo per il web”.

Continua su Notapolitica.

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