Le belle statuine – Matteo Renzi

Le primarie del Partito democratico? «Mi piacerebbe se a vincerle fosse una donna». Il sindaco di Firenze Matteo Renzi sembra mettere così la parola fine a chi lo vorrebbe in pista in un’eventuale corsa alla premiership. Ma, ricorda opportunamente il giornalista del Foglio Claudio Cerasa, l’adagio renziano di una candidatura rosa è un refrain abbastanza consolidato nell’eloquio del leader dei rottamatori. Dopo essersi perso qualche picconata più indietro il sodale Pippo Civati, la pattuglia di Renzi sta riprendendo coraggio dopo un periodo di appannamento mediatico. Sarà stata l’oggettiva difficoltà, o piuttosto un’oculata strategia di centellinamento della propria immagine pubblica. Comunque sia, il principale outsider democratico ha fatto perdere le proprie tracce nel nevoso inverno. Salvo poi palesarsi allo spuntare dei primi boccioli sugli alberi proprio con un’intervista a Cerasa.

Recuperato lo slancio di chi vorrebbe cambiare tutto e subito, l’uomo del centrosinistra più amato dal centrodestra deve sciogliere il nodo gordiano che ne frena lo slancio: sfidare da subito il Leviatano burocratico della macchina delle primarie, o aspettare di rimpolpare le proprie fila in attesa di tempi migliori?

Continua su Tempi.

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