Che fa Casini?

Un buon riassunto della faccenda è sull’Occidentale, a firma di Eugenio Delvecchio:

Casini ha preso atto nel suo ‘tweet’ del fallimento politico di un progetto nato in pompa magna, a seguito della caduta del governo Berlusconi e della conseguente scelta ‘tecnica’ di Mario Monti, rendendosi altresì conto dell’esistenza di un problema all’interno della coalizione terzopolista: Fini e Rutelli, evidentemente, hanno percentuali bassissime, in molte realtà anche al di sotto della soglia dell’1%. Insomma, uno smarcamento in piena regola, un emanciparsi da un’alleanza assolutamente inidonea a intercettare i voti dell’altro centro-destra italiano. Ad assoluta evidenza di quanto detto, basta volgere lo sguardo al ‘tweet’ di Francesco Rutelli di congratulazioni per l’ottimo risultato dell’Api di Cardito (11%), paesino del napoletano di 21mila anime.

Per questi motivi, ha voluto accelerare il suo percorso di disimpegno. E lo ha fatto senza avvertire i diretti interessati. Da un lato, lo scorso aprile, con l’azzeramento dei vertici dell’Udc e dall’altro, ora, con l’accantonamento ‘twitteriano’ dell’esperienza del Terzo Polo. L’inizio di un percorso preliminare in vista della nascita, nel prossimo autunno, del ‘Partito della Nazione’. Un partitoin fieri, volto ad allargare il perimetro dei suoi consensi verso quegli esponenti di Via dell’Umiltà già da tempo in fibrillazione (si prenda in considerazione su tutti il documento Pisanu-Dini sulla necessità di superare il Pdl) e nei confronti di personalità della ‘società civile’ come Luca Cordero di Montezemolo e Emma Marcegaglia.

L’articolo integrale su l’Occidentale

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One Comment on “Che fa Casini?”

  1. fabrizio60 scrive:

    da buon democristiano opportunista e poltronista, il buon Casini ha finalmente capito che Fini e Rutelli contano come il due di coppe con briscola a denari. Il governo è comunque riuscito a farlo cadere, guadagnandosi la gratitudine di Goldman Sachs e accoliti, quindi adesso aspetta di riprendersi le poltrone che da tanto tempo gli mancano, dopo essersi appunto liberato della zavorra (Fini e Rutelli). Dal suo punto di vista, un capolavoro di politica politicante di palazzo, che non ha nulla a che vedere con i problemi della gente normale, ma che serve molto al potere in quanto tale.


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