Accordo difficile sul lavoro

Non erano le pensioni. Nonostante le lacrime – e l’apprezzamento e lo scherno che ne seguirono – non è il sacrificio chiesto ai lavoratori di oggi e futuri pensionandi il cruccio principale del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Eppure c’era da giurarci, dopo la buffa e insieme drammatica scenetta andata in onda durante la conferenza di presentazione del Salva-Italia, non più di un mese fa, quando la neo-ministra intruppò sulla parola “sacrifici”, scoppiando in lacrime. “Elsa, piangi ma correggimi”, la rimbrottò Mario Monti, tra il divertito e lo scocciato.

Ieri la ministra si è corretta da sola. “La disoccupazione è la mia principale preoccupazione”, ha affermato categorica commentando i dati dell’ultimo dicembre diffusi dall’Istat. Sciorinando poi una serie di notazioni poco originali: “La riforma del mercato del lavoro la pensiamo per aumentare l’occupazione. I giovani e le donne hanno poco lavoro. Noi ci impegniamo nella direzione di aumentare l’occupazione”.

Affermazioni che non hanno colpito più di tanto le parti politiche impegnate a trattare sulla riforma del mercato del lavoro. Alla luce dei dati Istat, “assume sempre più importanza il tavolo di confronto fra governo e parti sociali sul mercato del lavoro” spiega Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera.

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