Climategate parte seconda

Filippo Nardelli si cimenta sul tema con un articolo da leggere per chiunque si interessi dell’argomento:

“La scorsa settimana la notizia della diffusione di nuove mail compromettenti riguardanti la questione del Global Warming ha fatto scalpore ed è stata ripresa da tutti i media internazionali anche se in quelli italiani la cosa è passata quasi sotto silenzio.

Sono più di 5000 infatti le mail che, dopo essere state trafugate dai server dell’università East Anglia, sono state postate su un server russo e rese pubbliche in modo analogo a quanto successo nel 2009 quando il ClimaGate scoppiò per la prima volta. L’università, pur riconoscendo le mail come autentiche, afferma come il materiale non sia nuovo ma sia semplicemente stato estrapolato dalla mole di dati recuperata dagli hacker due anni fa. Ma visto la tempistica con cui queste nuove informazioni sono state rese disponibili, solo pochi giorni prima del summit di Durban, esse non hanno mancato di creare ugualmente un certo scompiglio”.

Continua su Notapolitica.



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