Come il vento

Maurizio Crippa scrive sul suo blog l’unica cosa che valga la pena riportare sulla morte di Gary Speed:

“Perdere l’anima in cambio del mondo è un cattivo affare. Ma per il Galles, poi…”. E’ una battuta amara attribuita a San Tommaso Moro, almeno in film come “Un uomo per tutte le stagioni”. Ma non ce l’aveva col Galles, e neanche per chi “perde l’anima”. Era in fondo solo un omaggio alla finitezza imperfetta di tutti. Non conoscevo, se non come un nome sentito tante volte in telecronaca, Gary Speed, il gran calciatore gallese e poi ct della Nazionale del Galles che si è suicidato l’altro giorno, in casa sua. Quel che so, è che non si può definire quel che ha compiuto come “la fine sbagliata di un uomo perfetto”, come pure ho letto da qualche parte. E’ che non siamo perfetti. E a questa imperfezione bisogna portare rispetto.



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