Antani vicesindaco

“Se vinco Marcello De Vito del Movimento Cinque Stelle sarà il mio vicesindaco”.Prima Alfio Marchini apre al movimento cinque stelle con una dichiarazione che lui stesso poco dopo ha definito una “battuta”. Il candidato sindaco precisa così le sue parole :”È una dichiarazione che avevo già fatto in un precedente confronto, un’affermazione fatta nei confronti di un ragazzo che è una persona per bene. La politica- conclude – però è un’altra cosa ma ognuno di noi corre per vincere”.

Intanto nonostante le smentite la risposta di De Vito non si era fatta anttendere: il candidato sindaco grillino all’Huffpost aveva spiegato: “Ringraziamo Marchini ma andiamo avanti per la nostra strada. In caso lui venisse eletto e arrivasse effettivamente questa proposta la declinerei”. È stata dunque una mossa per intercettare il voto grillino?: “È una questione – risponde De Vito – che francamente non mi interessa noi andiamo avanti per la nostra strada”.

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M5s alla carica su Mps

È il giorno di Siena, è il giorno del Monte dei Paschi, è il giorno nel quale il mirino si può spostare sul Pd. Facile attaccare Silvio Berlusconi e la pletora dei suoi impresentabili, più difficile far passare il ritornello del “non ci hanno voluto far governare”. Così il Movimento 5 stelle coglie l’occasione delle elezioni amministrative di Siena per schierare le proprie bocche da fuoco contro i Democratici su un terreno nel quale ha da sempre vita facile.

Così, in attesa del comizio di Beppe Grillo previsto per stasera alle 19.00, a metà mattina una delegazione di parlamentari grillini è scesa in sala stampa alla Camera e ha annunciato: “Abbiamo presentato una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla banca senese”. Presenti Roberta Lombardi, Mara Mucci, il senatore Carlo Martelli. Ma a tenere in mano il pallino è stato Massimo Artini, che ha seguito da vicino tutta la vicenda. “Non basta il lavoro svolto dalla magistratura – ha spiegato l’onorevole toscano – perché molte delle domande che ruotano attorno alla banca e che necessitano di una risposta esulano da un aspetto prettamente giudiziale”.

Quali, e perché necessitano di una Commissione parlamentare? Mucci ha provato a riassumerne alcune in un’interpellanza urgente diretta alla presidenza del Consiglio: “Quali sono i motivi di urgenza che inducono ad una modifica rapida dello statuto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena? Quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intende assumere il governo al fine di tutelare la Fondazione Monte dei Paschi di Siena come patrimonio nazionale e più in particolare garantire lo storico legame tra i senesi e l’istituto menzionato?”. Inoltre Mucci e i co-firmatari di domandano “se si ritenga opportuno che l’approvazione dello Statuto, da parte del ministero dell’economia e delle finanze, sia sospesa fino a quando le vicende giudiziarie che interessano i vertici della Banca Monte dei Paschi di Siena siano concluse o, in alternativa, successivamente alle elezioni amministrative del comune di Siena”.

Già, le elezioni. Perché domenica e lunedì si celebrerà la battaglia per la municipalità di Siena, che altro non è che uno scontro tra un sistema di potere che cerca di perpetrarsi innovandosi e chi vorrebbe far saltare il tavolo una volta per tutte. “Il problema è che la nostra è una città affiliata e succube a cosche di potere, come purtroppo accade in tante città meridionali”. A sostenerlo è Mauro Aurigi, che in Mps mise piede nel 1957 come sindacalista, e che dagli anni ’90 ha iniziato a criticarne in modo sferzante il sistema di gestione. In pochi se ne sono accorti, ma c’era anche lui quando Grillo prese la parola davanti agli azionisti della banca.

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M5s-telefono-casa

Interviste sotto l’occhio attento del personale della comunicazione, deputati controllati a vista nei corridoi dallo staff del gruppo parlamentare. La mail circolata l’altro ieri tra gli onorevoli del Movimento 5 stelle ha destato un mare di polemiche. Le quali, a loro volta, hanno scatenato la reazione poco ortodossa dei comunicatori grillini della Camera, guidati dal giornalista Nicola Biondo, che su Twitter hanno usato un linguaggio da bar: “Oggi si fanno i cazzi nostri, le linee guida interne della comunicazione, non certo gli interventi in aula di ieri”.

Della serie: chi controlla i controllori? Tanto che alcuni eletti incrociati in Transatlantico liquidano così la questione: “Noi con quelli non vogliamo avere nulla a che fare”.
Stesso concetto, espresso con toni relativamente più morbidi, espresso da Claudio Messora. Che, oltre ad essere un blogger da anni vicino al M5s, di Biondo è l’omologo al Senato: “La nostra gestione è totalmente differente – spiega ad HuffingtonPost il responsabile della comunicazione M5s a Palazzo Madama – I senatori sono stati eletti dal popolo, e hanno il diritto e la libertà di parlare dove vogliono, quando vogliono e con chi vogliono”.

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La battaglia del M5s per la piccola e piccolissima impresa

Tassello dopo tassello il Movimento 5 stelle dimostra ogni giorno di più che l’attenzione alla piccola e piccolissima impresa è una delle direttrici fondamentali della propria proposta di politica economica. La proposta di abolire la liberalizzazione dell’orario di apertura degli esercizi commerciali è solo l’ultima tessera di un mosaico che inizia a delinearsi. Dopo i diversi incontri di Gianroberto Casaleggio con gli imprenditori di Confapri, la proposta di legge presentata da Michele Dell’Orco – e sottoscritta diverse decine di deputati stellati – risponde ad una precisa sollecitazione rivolta a Beppe Grillo dai commercianti.

Non più di dieci giorni fa, in concomitanza del suo arrivo a Roma, una delegazione della Confesercenti sottopose alcuni temi a Beppe Grillo, in un incontro a porte chiuse. Nel quale, spiegò all’Huffingtonpost il vicepresidente Massimo Vivoli, venne presentato il problema proprio dell’orario di apertura degli esercizi commerciali, liberalizzato dal governo di Mario Monti: “Si sono dimostrati disponibili e interessati, e hanno detto che si faranno carico della questione”, disse Vivoli uscendo dall’incontro lo scorso 9 maggio.

In realtà il M5s si era già mosso in tal senso. Dell’Orco aveva depositato già il 15 aprileun testo volto a modificare le “disposizioni in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali”. Chiedendo l’abolizione tout-cout delle liberalizzazioni introdotte dall’esecutivo tecnico e la contestuale attribuzione della “competenza legislativa e della potestà regolamentare nel settore del commercio alle regioni e agli enti locali ai quali spetta il compito della pianificazione della turnazione delle festività lavorative che non ricada pesantemente sui diritti dei lavoratori ma che tuteli contemporaneamente i diritti dei consumatori”.

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Tutte le leggi presentate dai grillini

Legge elettorale, questioni economiche, costi della politica, moralità pubblica. Dopo quasi tre mesi di attività parlamentare i deputati del Movimento 5 stelle stanno depositando le prime proposte di legge, altre sono in avanzata fase di elaborazione. Il complesso è assai utile per comprendere quali sono le priorità degli uomini di Beppe Grillo, quali i temi più caldi su cui sono pronti a dare battaglia. Complice l’inesperienza comunicativa dei deputati e la loro diffidenza nei confronti della stampa, è molto complicato farsi un quadro generale di cosa bolle in pentola.L’Huffington Post è in grado di anticipare tutte le proposte ad oggi allo studio dei grillini.

Imu e impignorabilità della prima casa La prima è occasione di scontro all’interno del governo, la seconda un tema sensibile per Fratelli d’Italia, che da qualche tempo ne ha fatto la propria bandiera. Su entrambi i fronti i deputati stellati sembrano strizzare l’occhio alla destra del Parlamento. Carla Ruocco e Stefano Barbanti hanno infatti depositato un testo dall’eloquente titolo: “Esclusione degli immobili adibiti ad abitazione principale dall’applicazione dell’imposta municipale propria”. L’abolizione tout-court dell’Imu sulla prima casa, insomma (un testo analogo ha preso il via anche al Senato). Entrambi firmano anche il dl sulla “non pignorabilità della prima casa e sulla tutela dei compensi di lavoro dai pignoramenti”. Con loro anche firme pesanti, come quelle di Roberto Fico, Laura Castelli e Giorgio Sorial.

Piccole imprese Come è noto il tema è molto caro a Gianroberto Casaleggio, che più volte si è incontrato con un’associazione di imprenditori del nord, capitanati da Arturo Artom. Quando Beppe Grillo è arrivato a Roma, ha voluto incontrare i vertici della Confesercenti, che avevano sollecitato il leader a sostenere una revisione della liberalizzazione degli esercizi commerciali. Detto fatto: Michele dell’Orco ha lavorato alla “Modifica dell’articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006 n. 223 e altre disposizioni in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali”.

Euro Moneta unica sì, moneta unica no? Una domanda che si pongono da tempo i simpatizzanti del Movimento, Beppe Grillo in primis. E sulla quale alcuni parlamentari hanno avviato alcuni gruppi di studio. L’obiettivo principe è tuttavia quello di arrivare alla annosa proposta dell’ex-comico: quella di far celebrare una consultazione sul tema. Così è allo studio del gruppo un “proposta di legge costituzionale finalizzata alla proposta di referendum per la permanenza nell’euro”.

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“Lombardi? Bisogna evitare troppa esposizione del singolo”

Alessio Villarosa è il futuro portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera. Trentuno anni, a Barcellona Pozzo di Gotto ha un’azienda che distribuisce dispositivi medici. Entrerà il carica il 3 settembre, succedendo a Roberta Lombardi (in scadenza il 3 giugno, come da regole interne) e a Riccardo Nuti. Non è ancora chiaro se assumerà formalmente la carica di capogruppo. In teoria Lombardi sarebbe dovuta rimanere in carica un anno: sua è la firma sui contratti del personale assunto dal gruppo, e se venisse sostituita decadrebbero anche essi. “Ma stiamo studiando una soluzione diversa, proprio all’assemblea di ieri (quella che lo ha eletto n.d.r.) è stato sollevato il problema”, dice Villarosa.

Perché, non avevate stabilito che ruotasse esclusivamente il portavoce?
Per noi è estremamente importante evitare un’eccessiva esposizione del singolo, che uno solo di noi acquisisca troppa visibilità.

Dunque come vi regolerete?
Dobbiamo cambiare il regolamento del gruppo, per la proposta basta raccogliere le firme di venti membri. Forse il tempo si può ridurre a sei mesi, ma il tema va ancora approfondito.

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Weekend a 5 stelle

È venerdì, si discute di un provvedimento tecnico in materia di salute, non sono previste votazioni. Discussioni alle quali di solito partecipano i membri della Commissione interessata e pochi altri. E, come di consueto, arrivano le foto dei grillini dall’aula. Tocca a Manlio Di Stefano sottolineare la scarsa presenza dei colleghi alla Camera. “Pdl sempre presente… d’altronde si parla ‘solo’ di sanità e stamina”, scrive su Facebook in apertura di seduta.

Poi si volta dall’altra parte: “Pd eccezionale offerta discount! Paghi 355 prendi 13”. In apertura di seduta sono effettivamente 13 i deputati del Pd presenti. Tra gli azzurri sono seduti ai propri banchi solo Renato Brunetta ed Eugenia Roccella. La scena è filmata da Cristian Iannuzzi: “Gli altri partiti? Non pervenuti”.

Quando il presidente del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio avvia i lavori dell’Aula, il gruppo più consistente è quello dei grillini. Ma sono solamente 25 su 109. C’è il siciliano Tommaso Currò, il laziale Massimo Baroni, Giulia Grillo, che si è iscritta a parlare, Alessio Villarosa, che da settembre sarà il portavoce. Alla spicciolata ne entrano un’altra ventina, capitanati da Roberto Fico. Tanti per il tema della seduta, ma ben al di sotto della metà del gruppo.

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Gaffe bombarola

Ieri, Montecitorio, commissione Difesa, audizione del ministro Mario Mauro.Prende la parola la deputata del Movimento 5 stelle. Tocca tanti punti, chiudendo più o meno così l’intervento: “Per quanto riguarda la Siria noi siamo favorevoli alla revoca dell’embargo delle armi su entrambi i fronti di guerra”.
Il ministro si aggiusta gli occhiali sul naso, i deputati presenti si guardano perplessi. Partono una lunga serie di conciliaboli, sia tra i grillini che tra i membri degli altri partiti.
Dopo un’ora Corda riprende la parola: “Volevo rettificare il mio intervento di prima. Intendevo dire che noi non siamo favorevoli alla revoca dell’embargo”.
Sospiro di sollievo generale.


Terapia di gruppo

Come affrontare la comunicazione, con i media e con le tante realtà istituzionali con le quali quotidianamente vengono a contatto. I parlamentari del Movimento 5 stelle si stanno iniziando ad organizzare autonomamente per cercare di trovare un modo più efficace di comunicare la loro attività nel Palazzo. Così hanno messo in piedi un vero e proprio corso di comunicazione, nel quale, come afferma un membro dello staff, “affronteranno anche il tema della psicologia di gruppo e di come risolvere i contrasti interpersonali”.

Un primo contatto era avvenuto circa un mese fa, ma è solo oggi che è stato dato il via alla prima di una serie di cinque o sei lezioni sul tema, condotte da Fabrizio Cotza, “esperto di comunicazione e di relazioni sociali” (come viene definito da alcuni eletti). Molti i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa (circa una settantina erano presenti nella sala della Camera dove si è tenuto il primo incontro), promosso autonomamente da alcuni di loro dopo aver sentito lo staff della comunicazione. Il costo sarà sostenuto personalmente dai grillini con una colletta, anche se non tutti hanno aderito all’iniziativa.

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La battaglia su Copasir e Vigilanza Rai

Forse lo stallo sarà superato venerdì. Ma è probabile che tutto venga rinviato alla prossima settimana. All’orizzonte ancora nessun accordo sulle Commissioni di garanzia del Parlamento. Il nodo principale da sciogliere è quello delle due presidenze che contano. Il Copasir e la Vigilanza Rai sono gli unici due posti di rilievo ancora da attribuire. E spettano ad un rappresentante delle opposizioni. Il blocco della minoranza è estremamente eterogeneo. Il gruppo più consistente è composto dal Movimento 5 stelle, ma della partita sono anche Sinistra ecologia e libertà, la Lega e Fratelli d’Italia.

Questi ultimi dovrebbero rimanere fuori dalla partita. Ignazio La Russa è stato eletto presidente della Giunta per le elezioni della Camera, e i soli 9 parlamentari di cui dispongono gli ex alleati del Popolo della libertà dovrebbero accontentarsi. Anche il Carroccio gioca una partita defilata, avendo più volte ripetuto di non voler fare una corsa alle poltrone a disposizione.

La partita vera al momento si gioca tra M5s ed il partito di Nichi Vendola. I primi si fanno forti del gran numero di eletti (163), e rivendicano entrambe le Commissioni. I nomi sono già sul piatto: il fedelissimo di Beppe Grillo, Roberto Fico, è il candidato presidente per la Vigilanza (gli altri membri saranno Riccardo Nuti, Dalila Nesci, Mirella Liuzzi e Alberto Airola), mentre per il Copasir il nome è quello di Vito Crimi (con lui il senatore Bruno Marton e il deputato campano Angelo Tofalo).

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